Un piccolo dono, per i miei amici di blogosfera: per chi passa da qua, non dimenticare... clicca!
Visualizzazione post con etichetta Fofo e dintorni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Fofo e dintorni. Mostra tutti i post

domenica 11 agosto 2013

6

Fofo, Toxoplasmosi e gravidanza

Quando rimasi incinta per la prima volta (quasi dodici anni fa), il nostro gatto di casa, il mitico e favoloso Fofo, era già nostro convivente da anni. Era divenuto parte della nostra famiglia un anno dopo che io e il mio compagno decidemmo di andare a vivere insieme. Scorazzava allegro ed instancabile sulla libreria, possibilmente dietro i libri, costruendo tunnel letterati e inaspettati. Gatto pulito e di indole tranquilla, il Fofo pretendeva che la sua vaschetta fosse coperta, pulita e profumata. In caso contrario se ne stava per ore seduto davanti a fissarti con i suoi enormi e penetranti occhi gialli in attesa: allora, me la pulisci o no?
Quando portai il gattone dal veterinaio per un controllo, lo tenevo appoggiato al pancione, mentre lui nascondeva il muso sotto il mio braccio, com'era sua abitudine quando era a disagio o spaventato.
"Congratulazioni!" mi fece il veterinario.
"Grazie" risposi.
Abbiamo finito?, disse il Fofo.
"Deve far attenzione alla toxoplasmosi?" mi chiese il dottore dei gatti con una voce che voleva essere di conversazione, ma che nascondeva un po' di polemica.


Perché una cosa da tener presente è che non tutti rischiano venendo a contatto con la toxoplasmosi. Alcune di noi l'hanno già contratta in passato, l'hanno sconfitta senza problemi e spesso senza nemmeno accorgersene e hanno acquisito una immunità che dura tutta la vita. Allora la prima domanda da porsi, ancora prima di quella che ti propinano le amiche: allora, il micio che fine farà?, è MA COS'E' LA TOXOPLASMOSI?
La Toxoplasmosi è innanzitutto una malattia scarsamente contagiosa ed è causata da un parassita che porta l'altisonante nome di Tpxoplasma gondii. Molto probabilmente, se si fa parte del folto gruppo di persone che l'hanno già contratta, se n'è venuto in contatto con l'ingestione di carni crude o poco cotte, specie di bovino, agnello o carni selvatiche, oppure con la consumazione di salumi freschi di suino come prosciutto crudo, salame o pancetta,  soprattutto se acquistati in qualche agriturismo che li produce. Anche il gatto può essere stato esposto alla toxoplasmosi attraverso del cibo contaminato e in quel caso, dopo aver deposto le forme infettanti del parassita, dette oocisti, con le feci, per una o due settimane, anche lui si ammalerà e anche lui ne diverrà poi immune e quindi non portatore della malattia.
Tenendo conto che, inoltre, le cisti deposte con le feci, per essere maturare e  divenire infettive, hanno bisogno di stabulare in un ambiente a temperatura giusta e con un preciso tasso di umidità per anche tre giorni, appare chiaro che questo periodo deve coincidere con la vostra gravidanza, con la manipolazione a mani nude della cacca del vostro micetto (che per quanto amato, le sue deizioni non son sante!) e con voi che preparate cibi non soggetti a cottura senza esservi prima lavate le mani. Difficile, no? Ma se ci sono dei dubbi, il semplice esame del sangue - il toxo test - che tutte le donne incinte fanno all'inizio della gravidanza dimostrerà se ne siete venute in contatto e se si è immuni o no.

Se invece, come poi lo è stato per me, il parassita è un perfetto sconosciuto, potete decidere se far fare lo stesso esame, che avete fatto voi, al micio. Anche se, probabilmente, se non siete infette voi, non lo è nemmeno lui!
In questo caso evitare di mangiare carni crude o poco cotte, evitare salumi o prosciutto crudo, lavare molto bene l'insalata, specie se proviene dall'orto, usare guanti quando si lavora in giardino, evitare di dar da mangiare carne cruda al micetto di casa, pulire ogni giorno la lettiera usando i guanti o delegando il maritino (altrimenti che lo abbiamo sposato a fare?!?) l'incombenza^^^

Un po' di attenzione bisogna comunque fare con i gatti randagi, ma se li accarezzate non dovebbiamo comunque subito correre con i sudori freddi da medico a disinfettarci, basta non mettersi le mani sporche in bocca e lavarsi le mani con un sapone: non son cose che comunque si fanno ogni giorno? Lavarsi le mani e non mettersi le dita sporche in bocca, voglio dire!

Tornando al nosto dottore dei mici,
"Si, purtroppo sono risultata negativa, quindi niente salame - che stra-adoro! - e niente carpaccio!"
"E per il gatto?" mi chiese il veterinario, devo dire con una voce già un po' polemica.
"Il gatto, niente. Lui sta bene, mangia scatolette e la cassetta la pulisce mio marito. Il ginecologo mi ha detto che, se il mio gatto non è ammalato proprio in questo periodo e se non cedo alle voglie di mangiare la sua cacca, non ho problemi. E credo che lo ascolterò..."
"Dottore intelligente!" Ha replicato il veterinario e questa volta la sua voce era di nuovo amichevole "Dunque, il gatto sta bene, non ha le pulci e le orecchie non sono infiammate. Un po' meno scatolette e un po' più croccantini sarebbe meglio... non vogliamo mica divenga un Garfield!"
Croccantini? Mai detto di no ai croccantini, basta che siano di pollo^^^ ci fece dietro il Fofo
"Se vuole possiamo fargli l'esame del sangue, per la toxoplasmosi, dico..."
Aghi? A chi? Il Fofo mi guardò preoccupato.
"Anche se il suo gatto non và in giardino, non è a contatto con gatti randagi e non caccia nè topi nè uccelli"
Appunto!! annuì con forza il Fofo.
"Se il gatto dovesse risultare positivo e con la malattia in corso, dovrebbe fare gli antibiotici..."
Ma dico, siamo impazziti? Stiamo scherzando? E questa volta il Fofo cominciò pure ad agitarsi un pochino.
"con un po' di attenzione, il rischio di contagio è pressoché azzerato."
 Io sto bene!!! Meglio di quei pesci rossi nell'acquario che son quasi due anni che cerco di catturare!.
 "Ma tu stai benissimo, non è vero?"
E' quello che ho detto io! Maooooooooooooo


Evitare i gatti come fossero dei baccarozzi, abbandonarli o relegarli in qualche stanza senza farli uscire (ho sentito anche questo!) e poi ingozzarsi di salame casereccio e carpaccio, non ha molto senso! E' facile contrarre la toxoplasmosi mangiando ortaggi mal lavati o facendo del giardinaggio o portandosi alla bocca le mani dopo aver toccato qualcosa di contaminato, non certo accarezzando o convivendo con il nostro micetto^


Leggi il resto...

mercoledì 16 febbraio 2011

8

C'era una volta un vecchio gatto

Fofo e il suo nuovo giardino immenso
C'era una volta un vecchio gatto,
mezzo sordo e mezzo cieco,
dal pelo corto e grigio, che una volta era stato folto e lucido.
Era stato il padrone dell'isolato ed il suo regno era durato a lungo.

Oggi era stanco e se ne stava sempre più spesso sotto il sole a scaldarsi le ossa, guardando, attraverso una patina leggera di vecchiaia, i gatti giovani correre e litigare per ogni nonnulla.


C'era una volta un vecchio gatto grigio, dolce e fiero. Ma tanto tanto tanto stanco...

C'era una volta un vecchio gatto grigio, che ora riposa, che ora finalmente può dormire senza sogni di nostalgia,
senza paura, senza rumori... 

C'era una volta un vecchio gatto grigio che non dimenticherò mai.

 (dormi Fofo, dormi - 1° febbraio 2011)

Leggi il resto...

venerdì 31 luglio 2009

5

Pensieri

fofo2

Spalanco i miei profondi occhi gialli

su quel tuo mondo strano, quello degli umani.

Sento la tua mano liscia che mi accarezza morbida

come fosse un muso umido contro il mio.

E’ attraverso te che vedo una figura armoniosa e lontana

che mi lavava dolcemente e che mi teneva con sé

e che non riesco a ricordare…

Rivedo le tue braccia che mi sostengono e assaporo piano il tuo odore,

tanto diverso dal mio, ma così magico e rassicurante…

Non ti dimenticherò mai, nemmeno quando tu stessa non penserai più a me.

(da “Anche i gatti scrivono poesie”, 2003)

Leggi il resto...

venerdì 10 luglio 2009

5

UN GATTO DI NOME FOFO

fofo1 Da che mi ricordi, ho sempre amato i gatti. Il loro mondo fatto di movenze eleganti e salti flessuosi e perfetti, di sguardi carichi d’oro e di giada mi ha sempre affascinato! Da piccola non li ho mai potuti tenere, perché sia mio padre che mio fratello erano (e sono ancora!) allergici al loro pelo, ma quando ho avuto la possibilità, a ventitré anni, di lavorare in un ufficio e di andare a vivere da sola (più precisamente con l’uomo che sette anni dopo è diventato il padre dei miei figli), ho avuto il tanto desiderato gatto: Fofo. Uno splendido soriano grigio, timido e scontroso, con bellissimi occhi gialli. Sapeva benissimo, il Fofo, di essere bello e spesso lo trovavi immobile, come una sfinge, pronto a farsi ammirare.

Oggi il Fofo ha circa tredici anni, ha i reumatismi e la sua bellissima coda ad anelli grigio chiaro e scuro è piegata ad angolo retto. Non salta più, ma ti chiama perché tu lo possa prendere in braccio ed appoggiare sul tavolo della cucina, l’unico posto dove mangia, poiché in casa ci sono due altri giovani gatti che divorano insaziabili tutto quello che trovano nella ciotola ed il Fofo è troppo signore per mandarli via. Non ha mai litigato, neppure quando era un cucciolo assieme ai fratelli e sorelle e non litiga nemmeno ora. Aspetta che i giovani abbiano finito e ti guarda con infinita pazienza.

Sa bene di essere il preferito. Lui dorme sul divano, mentre gli altri due dormono in giardino. Lui ha la cassetta in veranda, mentre gli altri due mici devono arrangiarsi fuori, anche d’inverno.

Se lo chiami – Fofo! – lui si volta e ti risponde. Ha sempre risposto al suo nome, perché è stato lui a sceglierlo. Quando era a casa nostra da un paio di mesi, lo abbiamo chiamato con tanti nomi. Ne ricordo uno “Messner”, datogli per la sua passione ad arrampicarsi ovunque, soprattutto sulle tende, ma anche sugli armadi, dove si nascondeva per tutto il giorno. Una volta si è perfino arrampicato sull’albero di Natale – un pino comprato al mercato – e, con metodo, lo aveva letteralmente spogliato di tutte le palle colorate. Da allora abbiamo optato per l’albero finto, che lui non ha mai degnato di uno sguardo.

E’ sempre stato un signore, il Fofo e quando sbaglia un salto od una mossa, si ricompone mortificato. Una volta l’ho canzonato: “sei proprio un fofo!” dissi così, d’istinto, senza nemmeno sapere se quella parola voglia dire qualcosa o no. Lui mi ha guardato con i suoi occhi liquidi e ha miagolato. In realtà ha fatto il moto di miagolare, perché il Fofo odia alzare la voce e odia anche sprecare il tempo a parlare.

“Fofo” ripetei io.

“mao” ripeté lui.

Da allora è stato Fofo.

Leggi il resto...

Related Posts with Thumbnails